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Vista del Duomo di Acireale Piazza del Duomo Il comune è stato costruito in un altopiano su di un terrazzo di origine lavica, chiamato la Timpa che, con i suoi 150 metri di altezza, la pone quasi a strapiombo sul mare Ionio. La costa, dove sorgono diverse borgate, è caratterizzata dalla scogliera di origine lavica. Vi è anche una certa ricchezza di sorgenti d'acqua e di verde e la zona circostante è coltivata, soprattutto ad agrumi.
Vista della città nel XVII secolo (G. Platania, 1657, Pinacoteca Zelantea)La popolazione è distribuita per poco più del 60% in paese e la restante parte risiede nelle diverse frazioni, in un territorio molto antropizzato. Le dinamiche demografiche vedono un certo drenaggio di popolazione, dal paese alle frazioni ed anche ai comuni vicini, specie quelli di Aci Catena, Aci Sant'Antonio e Santa Venerina. Molto strette sono le relazioni con Catania, caratterizzate da pendolarismo sia per gli studi universitari che per ragioni di lavoro. Acireale è, dopo la città capoluogo, il comune più popoloso della provincia di Catania e dell'Area metropolitana[2].
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Palazzo di Città I collegamenti principali della città sono l'autostrada A18 che collega Messina a Catania e la stazione ferroviaria delle Ferrovie dello Stato con un traffico di treni a lunga percorrenza e d'interesse regionale verso Catania, Siracusa e Messina e le varie stazioni tra esse comprese (tra queste, Giarre-Riposto e Taormina-Giardini). Buona parte della viabilità nel territorio è su strade provinciali e sulla Strada Statale 114 Orientale Sicula (l'antica Via consolare Valeria), che non passa però per il centro di Acireale, rendendo più scorrevole il passaggio. Esistono dei porti pescherecci a Pozzillo, Santa Tecla, Santa Maria La Scala, Stazzo e Capomulini (questi ultimi due sono anche piccoli porti turistici). La mobilità locale è affidata prevalentemente ai mezzi privati, anche se esiste un servizio pubblico che, per conto dell'AST, permette di muoversi all'interno della città e raggiungere l'ospedale. Esiste un servizio di autobus verso Catania (con collegamenti frequenti), i comuni limitrofi, ed alcune destinazioni nazionalI .
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Sfilata dei Carri di Acireale Il Carnevale di Acireale Famosissima per i festeggiamneti del Carnevale . Si narra che Acireale e le altre Aci trassero la propria origine da Xiphonia, una misteriosa città greca oggi del tutto scomparsa. I poeti Virgilio e Ovidio fecero risalire il mito della fondazione alla storia d'amore tra Galatea e Aci, ucciso per gelosia dal ciclope Polifemo. In epoca romana nello stesso territorio nacque una città chiamata Akis, e che storicamente partecipò alle guerre puniche. Nel Medioevo il borgo si consolidò attorno al castello di Aci e solo nel Trecento una decina di nuclei familiari si spostò più a nord, dove nacque Aquilia (Aci d'Aquila) o Aquilia Nuova, primo punto stabile dell'odierna città. Il Cinquecento fu importantissimo per Aquilia Nuova, dove si consolidò un forte ceto mercantile che portò una notevole ricchezza alla città e si insediarono diverse corporazioni ed ordini religiosi lasciando una impronta indelebile tanto chee ancora oggi spesso viene citata come «la città dalle cento campane. Acireale è una sorta di medioevale Avignone sede di tutte le possibili corporazioni e ordini, religiosi e conventi ed istituti e collegi e perfino sei licei cattolici (oltreché di uno statale)... » (Carlo Levi Tracce della memoria, pagina 98.) Lo stemma attuale di Acireale si ricollega al sigillo dell'“Universitas di Aci” concesso al tempo dell'ottenimento dell'autonomia comunale. La blasonatura attuale, modificata con delibera del consiglio comunale del 6 dicembre 2008, è la seguente:[6] « Di cielo, al mare di azzurro fluttuoso d'argento sostenente a sinistra lo scoglio di grigio al naturale uscente dal fianco sinistro; esso scoglio sostenente il castello triturrito d'oro, la torre centrale più alta e più larga, esso castello, murato di nero, merlato alla guelfa, il fastigio di cinque, le torri ognuna di tre, esso castello, aperto di nero finestrato dello stesso, tre poste in fascia; le torri ognuna di due ordinate in palo; la torre centrale sostenente il leone d'oro uscente, linguato di rosso, coronato all'antica d'oro, tenente, con le zampe anteriori l'asta di nero munita del vessillo bifido e svolazzante a destra di rosso caricato dalla croce d'oro, esso castello accompagnato a destra da tre faraglioni fortemente cuspidati di grigio al naturale fondati sul mare; il tutto accompagnato nel cantone destro del capo dalle lettere maiuscole A e G d'oro. Ornamenti esteriori da città »
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