 Foto di C&C Copie e Copisteria - Comiso |
Comiso
(U Còmisu in siciliano) è un comune 30.232 abitanti della provincia di Ragusa in Sicilia. Il suo territorio si estende per circa 65 km² alle pendici dei Monti Iblei.
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Le prime tracce di insediamenti umani nel territorio di Comiso appaiono nel periodo eneolitico, lungo l'arco collinare ibleo, dove si svilupparono i primi villaggi di popolazioni italo-sicule. Oggi rimangono una serie di ricoveri a grotta e a cella ricavate nei monti Monterace, Monteracello, Monte Tabbuto, Cozzo Apollo, Cava Porcaro. A valle, invece, si svilupparono degli insediamenti abitativi del tipo a capanna-rifugio. La presenza della terma vicino alla fonte Diana risalente al II secolo testimonia la presenza di un nucleo abitativo attorno alla fonte fin dall'epoca romana. Si pensa infatti che quel luogo sia stato popolato dagli abitanti scampati alla distruzione di Kasmenai, durante la spedizione punitiva del console romano Marcello nel 212 a.C. Con l'arrivo dei bizantini e l'insediamento del potere religioso dell'impero d'oriente a Siracusa (330 d.C.), cominciarono ad essere edificate numerose chiese. Nel periodo bizantino il casale di Comicio si concentrava attorno alle due chiese di S. Biagio e S. Nicola, in questo periodo fu munito di forti e torri di difesa. Intorno al 827 il casale fu duramente provato dall'invasione degli Arabi, la cui dominazione si rivelò successivamente benefica e proficua per l'intero territorio ibleo. È in questo periodo che nascono i muri a secco, che caratterizzano ancora oggi il paesaggio collinare. La Comiso medievale si arricchisce di nuove vie urbane e di chiese, tra cui la chiesa della Misericordia, tuttora conservata. Nel 1393 Comiso viene a fare parte della Contea di Modica, assegnata ai Cabrera, fino al 1453, anno in cui a causa di una crisi economica questi ultimi la vendono a Periconio II Naselli. Sotto i principi Naselli, Comiso, visse un periodo di rinascenza e splendore, culminato nel 1571, quando Gaspare II, elevò il "Baronato" di Comiso in "Contea". Durante il rinascimento la città si arricchì delle chiese maggiori, di numerosi conventi e monasteri, di una Sede giuratoria, presso il Castello dei Naselli, di un pubblico Ospedale, detto Monte di Pietà, accanto alla chiesetta della Misericordia, e di una cartiera. A partire dal 1608 numerose famiglie comisane emigrarono nella vicina Vittoria, che era stata appena fondata da Vittoria Colonna. Nella prima metà del '600 operò a Comiso il Padre Pietro Palazzo, uomo di sante virtù, che si adoperò per la crescita culturale e religiosa della città. Grazie anche al suo operato sorsero diversi conventi e monasteri che si occuparono della formazione di intere generazioni. Nel 1693 il disastroso terremoto che interessò tutta la val di Noto, rase al suolo le maggiori chiese cittadine e fece 90 morti. Con la soppressione della feudalità in Sicilia, voluta da Ferdinando di Borbone nel 1816, Baldassarre VII Naselli perdette definitivamente il governo della città. |
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tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera
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 Chiesa Madre Santa Maria delle Stelle |
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 Pagoda della Pace
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| Foto di Clemensfranz |
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Foto di Okkiproject |
 Castello dei Naselli D'Aragona
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 Fonte di Diana
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Foto di Sal73x
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Foto di Okkiproject |
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