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Bagheria (Baarìa in siciliano) è un comune italiano di 55.938 abitanti della provincia di Palermo in Sicilia. Dopo Palermo, è il comune più popolato della provincia ed il dodicesimo centro più popoloso della Sicilia, situato sulla costa settentrionale della regione a 15 Km dal capoluogo. Il nome Bagheria, secondo alcune fonti[senza fonte], ha origine dal termine fenicio Bayharia cioè "zona che discende verso il mare". Secondo altre fonti[senza fonte], invece, deriverebbe dall’arabo Bāb al-Gerib, "La Porta del Vento". Il nome attuale potrebbe[senza fonte] anche essere solo una parte di un nome completo, sempre dall’arabo, di cui è rimasta solo la parola Baarìa o Bahriia che segnifica 'marina'. La città di Bagheria si trova in una stretta piana a sud-est della città di Palermo. L’area di Bagheria è abitata sin dai tempi dei Fenici, i quali su un promontorio fondarono la città di Solunto che, insieme a Palermo e Mozia, divenne una delle tre roccaforti fondamentali della loro dominazione nell'isola.
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Età medievale e rinascimentale [modifica] Per lungo tempo viene utilizzata come zona agricola dagli arabi e vi si coltivano agrumi, olive, mandorle e fichi d'india, le prime costruzioni della zona risalgono al periodo cinquecentesco quando la zona viene fortificata e vengono costruite delle torre di avvistamento, al loro fianco sono presenti le case dei contadini e dei braccianti che lavorano la terra. Il primo agglomerato urbano di età moderna venne fondato nel XVII secolo ad opera della famiglia Branciforte Principi di Butera, i quali crearono la loro villa e zona di villeggiatura a pochi chilometri da Palermo, in particolare Giuseppe Branciforte,conte di Raccuja, a causa di una delusione politica avuta dal governo spagnolo, nel 1658 decise di ritirarsi a vita privata nella località di Bagheria, spostando di conseguenza la sua corte e la sua servitù che andò a formare un piccolo villaggio. Pochi anni dopo, nel 1769, il nipote, Salvatore Branciforte decise di dare un primo assetto urbanistico all’agglomerato, fece così costruire il corso principale, denominato
Corso Butera che collegava la loro abitazione alla strada Palermo-Messina, fece costruire anche altre strade secondarie e la chiesa madre, tutto ciò diede una grossa spinta allo sviluppo dell’agglomerato urbano e alla crescita demografica. Ben presto venne considerato luogo ideale di villeggiatura dell’aristocrazia palermitana (insieme alla Piana dei Colli), la sua storia è legata alle sue celebri ville costruite durante il XVIII secolo. Divenne meta di viaggi e turistica, tanto che molti famosi viaggiatori come, Johann Wolfgang von Goethe e Karl Friedrich Schinkel, visitarono il paese durante il XVIII ed il XIX secolo.
XIX secolo Il 21 settembre del 1826 il comune divenne comune autonomo, grazie ad un decreto reale, con aggregata la borgata marinara dell'Aspra. Al momento dell'ufficializzazione del comune si contano 5.349 abitanti. Alla fine dell'Ottocento a Bagheria ha inizio un'importante riforma agraria che trasformerà la piccola coltura della zona in un'ampia zona di produzione creando grandi possibilità di lavoro, ciò attira gli abitanti dei paesi limitrofi ed anche di Palermo e così diviene il più grosso comune della provincia. I moti risorgimentali dell'Ottocento non lasciano indifferente la popolazione bagherese, e il 15 gennaio 1848 i rivoluzionari guidati da Giuseppe Scordato il presidio borbonico di Bagheria imprigionando i 92 soldati presenti e li traducono a Palermo. Lo Scordato viene poi nominato Capitano d'Armi della città di bagheria.
All'inizio del XX secolo Bagheria ha già una dimensione importante e il consiglio comunale cittadino affida l'appalto per il prolungamento del centrale Corso Butera fino alla borgata marinara dell'Aspra. Dello stesso periodo è l'attivazione del collegamento telefonico con Palermo, poco dopo, nel 1914 viene edificata la prima scuola superiore pubblica, questo migliora la situazione culturale cittadina visto che si era costretti ad andare a Palermo. Vivace l'attività culturale e giornalistica della città nei primi del novecento che spingerà alla creazione di vari giornali locali quali L’Alba Soluntina (diretto da Gioacchino Guttuso Fasulo, padre di Renato), L’Eco (giornale polemico e anticlericale di Salvatore Scordato), La Nave e L’Era Nuova.Attualmente la cittadina fa parte dell'Area metropolitana di Palermo come punto di riferimento per i paesi posti a Sud del capoluogo.
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