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Foto di Filippodbrs
 

Gela

è un comune di 77.289 abitanti della provincia di Caltanissetta. È il primo comune della provincia per popolazione ed il sesto della regione, nonché il cinquantesimo d'Italia per superficie. La città, da cui prende nome la vasta pianura circostante e l'ampio golfo su cui si affaccia, è un importante centro agricolo, industriale e balneare. Ricca di testimonianze di quella che fu una delle più influenti poleis della Magna Grecia. Gela da svariati decenni ambisce insieme ai comuni limitrofi, alla creazione della decima provincia siciliana.  Il territorio di Gela è compreso tra la fascia costiera meridionale e i territori di Butera, Mazzarino, Niscemi ed Acate. La costa, bassa e sabbiosa, presenta a tratti delle pareti e rocce di formazione argillosa o calcarea sempre precedute dall'arenile. Il golfo di Gela, ampio e poco pronunziato, è il più vasto della Sicilia. Lungo la costa sono presenti tre formazioni collinari di un certo rilievo di cui le prime due sono quasi "gemelle": quella su cui sorge la città storica, quella di Montelungo e quella di Manfria. La prima è quasi completamente invasa dalle costruzioni mentre le altre due soltanto parzialmente.

 

 



         

Gela è una delle più antiche città siciliane; i primi insediamenti risalgono al V millennio a.C. Il nome attuale della città è storicamente legato a quello della potentissima colonia dorica fondata nel VII secolo a.C. Decaduta dopo la distruzione risorse con il nome di Terranova nel periodo federiciano con la fondazione di una nuova città sui ruderi di quella ellenica. Tra XVII e XIX secolo la città attraversò vicende alterne sempre lontana dai fasti di un tempo. La scoperta archeologica delle fortificazioni greche di Capo Soprano nel 1948 e quella dei giacimenti petroliferi nel 1956, unita alla costruzione del Polo petrolchimico ENI la posero in una nuova fase di espansione economica e demografica non scevra tuttavia di drammatici problemi.

La città di Gela ha visto, soprattutto nello scorso secolo, la perdita di un gran numero di edifici di culto. Molto spesso si è scelto, denunciando disinteresse e ignoranza verso i beni culturali, di demolire edifici che necessitavano di un restauro. Il patrimonio storico della città ne è uscito fortemente impoverito.

 Un aspetto caratteristico dell'assetto urbanistico ed architettonico della vecchia Gela fu l'ampia diffusione dello stile liberty o "floreal" protagonista nella progettazione dei più importanti palazzi signorili della città. Sino ai primi anni sessanta dello scorso secolo le principali piazze e vie cittadine erano adornate da queste architetture semplici e al contempo eleganti. Se a Palermo e in altre realtà dell'Isola primeggiava l'opera dell'architetto Ernesto Basile, a Gela viene ricordato Giuseppe Di Bartolo, docente di architettura presso l'Università di Torino.

 La città di Terranova (Gela) tra il XVIII e i primi anni del XX secolo andò incontro ad un rinnovamento urbanistico ed architettonico che vide la sistemazione del corso principale, la ricostruzione di numerose chiese e la realizzazione di nuovi sontuosi palazzi signorili. In questo preciso disegno di miglioramento estetico della città rientra la progettazione dei prospetti dei nuovi edifici che dovevano apparire coordinati tra di loro in modo da assicurare un'architettura unitaria a tutto il centro. Elementi caratterizzanti della nuova architettura furono: timpani, archetti ribassati e cornicioni, tutti contenenti un piccolo fregio, posti nella parte superiore delle finestre a volte delineate da colonnine in stile corinzio; balconi con mensoloni in pietra tagliata nei palazzi più ricchi o in ferro battuto; lesene e cornicioni con andamento rettilineo regolare a volte ornati da festoni e altri ornamenti; portali in pietra arenaria con raffigurazioni in corrispondenza della chiave di volta e portoni in legno massiccio con anelloni decorati in ferro battuto. (Vedi Palazzi in Stile Liberty)

 

Gela è considerata uno dei più importanti siti storici, archeologici e culturali del Mediterraneo, essendo stata tra VI e V secolo a.C. la maggiore città-stato siceliota e la fondatrice di Akragas. Qualunque scavo nell'area per lavori pubblici spesso subisce interruzioni a causa di ruderi e reperti di ogni epoca...       Leggi tutto

  

    

 



 

Il territorio comunale di Gela comprende un litorale esteso per 24 chilometri dalla foce del Dirillo a quella del Comunelli. La costa ad oriente della città è esclusa dalle attività turistico-balneari

La costa occidentale, compresa tra il centro cittadino e il confine comunale ovest, invece è invece aperta alla balneazione incentivata peraltro dalle annuali indagini con esito positivo di Goletta Verde (Legambiente). Gela è una delle più frequentate stazioni balneari siciliane; attrae bagnanti dalle province limitrofe con la sua costa, costituita di sabbia fine e dorata e caratterizzata dalle, sempre più rare, formazioni dunali ricoperte di macchia mediterranea. Numerosi stabilimenti balneari, sparsi lungo tutta la costa sono stati creati nell'ultimo decennio.

Le principali spiagge aperte alla balneazione (da est verso ovest) sono:


Lungomare Federico II di Svevia, antistante il centro cittadino e protetta da barriere frangiflutti

Lungomare Ovest  con le tipiche formazioni dunali e preceduta da un boschetto di eucalipto (parco archeologico di Capo Soprano);

Viale Fontanarossa (Macchitella), spiaggia preceduta da un boschetto di eucalipto;

Puntasecca e Femmina Morta,  zona preceduta in parte dall'argillosa collina di Montelungo che digrada sino alla pianura sottostante e all'interessante sito naturalistico di Poggio Arena;

Roccazzelle,  vasta zona residenziale sviluppatasi alle spalle della costa sabbiosa;

Mànfria,  spiaggia simbolo della costa gelese, dominata dalla mole cinquecentesca della torre d'avvistamento sulla sommità dell'omonima collina. La zona riveste grande interesse paesaggistico ed archeologico;

Piana Marina, spiaggia adiacente al confine comunale con Butera, nei pressi della foce del Comunelli.

 


 

Tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera

http://it.wikipedia.org/



 


 

FOTO GELA

 Gela_Ch.S.Giacomo
Chiesa di San Giacomo maggiore 
···· Gela_SanFscoChConv
Chiesa e Convento di San Francesco 
Foto di Fabio1102
Foto di Io'_81
 Gela_LocManfria
Località Manfria


Gela_Golfo
Golfo di Gela                
Foro di User:Luca83
Foto di Fabio1102 

 


Gela

è un comune di 77.289 abitanti della provincia di Caltanissetta. È il primo comune della provincia per popolazione ed il sesto della regione, nonché il cinquantesimo d'Italia per superficie. La città, da cui prende nome la vasta pianura circostante e l'ampio golfo su cui si affaccia, è un importante centro agricolo, industriale e balneare. Ricca di testimonianze di quella che fu una delle più influenti poleis della Magna Grecia. Gela da svariati decenni ambisce insieme ai comuni limitrofi, alla creazione della decima provincia siciliana.  Il territorio di Gela è compreso tra la fascia costiera meridionale e i territori di Butera, Mazzarino, Niscemi ed Acate. La costa, bassa e sabbiosa, presenta a tratti delle pareti e rocce di formazione argillosa o calcarea sempre precedute dall'arenile. Il golfo di Gela, ampio e poco pronunziato, è il più vasto della Sicilia. Lungo la costa sono presenti tre formazioni collinari di un certo rilievo di cui le prime due sono quasi "gemelle": quella su cui sorge la città storica, quella di Montelungo e quella di Manfria. La prima è quasi completamente invasa dalle costruzioni mentre le altre due soltanto parzialmente.

 

 

Gela è una delle più antiche città siciliane; i primi insediamenti risalgono al V millennio a.C. Il nome attuale della città è storicamente legato a quello della potentissima colonia dorica fondata nel VII secolo a.C. Decaduta dopo la distruzione risorse con il nome di Terranova nel periodo federiciano con la fondazione di una nuova città sui ruderi di quella ellenica. Tra XVII e XIX secolo la città attraversò vicende alterne sempre lontana dai fasti di un tempo. La scoperta archeologica delle fortificazioni greche di Capo Soprano nel 1948 e quella dei giacimenti petroliferi nel 1956, unita alla costruzione del Polo petrolchimico ENI la posero in una nuova fase di espansione economica e demografica non scevra tuttavia di drammatici problemi.

 

La città di Gela ha visto, soprattutto nello scorso secolo, la perdita di un gran numero di edifici di culto. Molto spesso si è scelto, denunciando disinteresse e ignoranza verso i beni culturali, di demolire edifici che necessitavano di un restauro. Il patrimonio storico della città ne è uscito fortemente impoverito.

 

Un aspetto caratteristico dell'assetto urbanistico ed architettonico della vecchia Gela fu l'ampia diffusione dello stile liberty o "floreal" protagonista nella progettazione dei più importanti palazzi signorili della città. Sino ai primi anni sessanta dello scorso secolo le principali piazze e vie cittadine erano adornate da queste architetture semplici e al contempo eleganti. Se a Palermo e in altre realtà dell'Isola primeggiava l'opera dell'architetto Ernesto Basile, a Gela viene ricordato Giuseppe Di Bartolo, docente di architettura presso l'Università di Torino.

 

La città di Terranova (Gela) tra il XVIII e i primi anni del XX secolo andò incontro ad un rinnovamento urbanistico ed architettonico che vide la sistemazione del corso principale, la ricostruzione di numerose chiese e la realizzazione di nuovi sontuosi palazzi signorili. In questo preciso disegno di miglioramento estetico della città rientra la progettazione dei prospetti dei nuovi edifici che dovevano apparire coordinati tra di loro in modo da assicurare un'architettura unitaria a tutto il centro. Elementi caratterizzanti della nuova architettura furono: timpani, archetti ribassati e cornicioni, tutti contenenti un piccolo fregio, posti nella parte superiore delle finestre a volte delineate da colonnine in stile corinzio; balconi con mensoloni in pietra tagliata nei palazzi più ricchi o in ferro battuto; lesene e cornicioni con andamento rettilineo regolare a volte ornati da festoni e altri ornamenti; portali in pietra arenaria con raffigurazioni in corrispondenza della chiave di volta e portoni in legno massiccio con anelloni decorati in ferro battuto. (Vedi Palazzi in Stile Liberty)

 

Gela è considerata uno dei più importanti siti storici, archeologici e culturali del Mediterraneo, essendo stata tra VI e V secolo a.C. la maggiore città-stato siceliota e la fondatrice di Akragas. Qualunque scavo nell'area per lavori pubblici spesso subisce interruzioni a causa di ruderi e reperti di ogni epoca...

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Il territorio comunale di Gela comprende un litorale esteso per 24 chilometri dalla foce del Dirillo a quella del Comunelli. La costa ad oriente della città è esclusa dalle attività turistico-balneari

La costa occidentale, compresa tra il centro cittadino e il confine comunale ovest, invece è invece aperta alla balneazione incentivata peraltro dalle annuali indagini con esito positivo di Goletta Verde (Legambiente). Gela è una delle più frequentate stazioni balneari siciliane; attrae bagnanti dalle province limitrofe con la sua costa, costituita di sabbia fine e dorata e caratterizzata dalle, sempre più rare, formazioni dunali ricoperte di macchia mediterranea. Numerosi stabilimenti balneari, sparsi lungo tutta la costa sono stati creati nell'ultimo decennio.

 

Le principali spiagge aperte alla balneazione (da est verso ovest) sono:

Lungomare Federico II di Svevia, antistante il centro cittadino e protetta da barriere frangiflutti

Lungomare Ovest  con le tipiche formazioni dunali e preceduta da un boschetto di eucalipto (parco archeologico di Capo Soprano);

Viale Fontanarossa (Macchitella), spiaggia preceduta da un boschetto di eucalipto;

Puntasecca e Femmina Morta,  zona preceduta in parte dall'argillosa collina di Montelungo che digrada sino alla pianura sottostante e all'interessante sito naturalistico di Poggio Arena;

Roccazzelle,  vasta zona residenziale sviluppatasi alle spalle della costa sabbiosa;

Mànfria,  spiaggia simbolo della costa gelese, dominata dalla mole cinquecentesca della torre d'avvistamento sulla sommità dell'omonima collina. La zona riveste grande interesse paesaggistico ed archeologico;

Piana Marina, spiaggia adiacente al confine comunale con Butera, nei pressi della foce del Comunelli.

 

 

Tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera

http://it.wikipedia.org/

 
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