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 Foto di Azotoliquido |
Mazzarino
(Mazzarinu in siciliano) è un comune di 12.421 abitanti della provincia di Caltanissetta. Sorge su una collina interna nell'entroterra della Piana di Gela, a 533 metri sul livello del mare. È un centro prevalentemente agricolo, notevole è la produzione di grano, mandorle, uva, olive e carciofo. Hanno un ruolo importante anche l'allevamento di ovini; e l'artigianato (in particolar modo la lavorazione del legno).
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Numerose fonti fanno derivare il nome Mazzarino da "Mazzara" per deformazione dall'antico toponimo "Makterium". Antico borgo feudale consta di un impianto urbanistico (risalente al ‘700) che evidenzia la successione storica del suo sviluppo. Il centro si formò in età medievale attorno ad un castello di origine araba, del quale oggi si trovano solo pochi resti.
Nel 1143 Manfredi fu il primo signore di Mazzarino.
Nel 1304 passò sotto alla dinastia dei Branciforti, fino all’abolizione della feudalità, nel 1812.
Nel 1818, entrò a far parte della provincia di Caltanissetta.
Una particolare menzione merita, nella storia di Mazzarino, la figura di Carlo Maria Carafa (1650-1695) che si adoperò durante la sua signoria per l’attuazione di importanti riforme quali l’istruzione gratuita e l’introduzione della stampa mediante l’impianto di tipografie nel paese. Questo fece di Mazarino una piccola capitale politico-culturale. La città si arricchì, fra il XVII e il XVIII secolo, di monumenti di notevole qualità, fra i quali oltre venticinque chiese, molte di proporzioni grandiose, di quasi tutti gli ordini religiosi: i Gesuiti, nella chiesa di S Sant'ignazio; collegio Carmelitani, nella chiesa e convento di Santa Maria del Carmelo; i Domenicani, nella chiesa e convento di San Domenico; le Benedettine, nella chiesa e monastero di Sant’Anna; i Minori Riformati, a Santa Maria di Gesù; i Cappuccini, nell’omonimo convento.
Di notevole pregio anche i numerosi palazzi, sui quali primeggia, per ricchezza e dimensioni, quello dei Branciforti, ulteriormente ampliato e abbellito dal Carafa negli anni della sua vita mazzarinese.
Il comune è famoso per essere la culla dell'omonima famiglia nobile cui appartenne il cardinale Giulio Mazzarino.
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Mazzarino possiede dei veri capolavori, un patrimonio lasciatoci in eredità dai nostri antenati a testimonianza del loro amore per l'arte, tanto da essere proposta a far parte dell'UNESCO con il riconoscimento del Comune di Mazzarino come Citta' D'arte, ai sensi dell'art.13 co. V della L.r. n.28/99, ed è stato incluso tra i Comuni ad economia prevalentemente turistica. |
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Tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera
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FOTO MAZZARINO
 Chiesa di Santa Maria della Neve |
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 Chiesa di S. Ignazio |
| Foto di Azotoliquido |
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Foto di Azotoliquido |
 Collegio dei Gesuiti
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 Castello (U Cannoni) |
| Foto di Azotoliquido |
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Foto di Giuseppe Bognanni |
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Gela è una delle più antiche città siciliane; i primi insediamenti risalgono al V millennio a.C. Il nome attuale della città è storicamente legato a quello della potentissima colonia dorica fondata nel VII secolo a.C. Decaduta dopo la distruzione risorse con il nome di Terranova nel periodo federiciano con la fondazione di una nuova città sui ruderi di quella ellenica. Tra XVII e XIX secolo la città attraversò vicende alterne sempre lontana dai fasti di un tempo. La scoperta archeologica delle fortificazioni greche di Capo Soprano nel 1948 e quella dei giacimenti petroliferi nel 1956, unita alla costruzione del Polo petrolchimico ENI la posero in una nuova fase di espansione economica e demografica non scevra tuttavia di drammatici problemi.
La città di Gela ha visto, soprattutto nello scorso secolo, la perdita di un gran numero di edifici di culto. Molto spesso si è scelto, denunciando disinteresse e ignoranza verso i beni culturali, di demolire edifici che necessitavano di un restauro. Il patrimonio storico della città ne è uscito fortemente impoverito.
Un aspetto caratteristico dell'assetto urbanistico ed architettonico della vecchia Gela fu l'ampia diffusione dello stile liberty o "floreal" protagonista nella progettazione dei più importanti palazzi signorili della città. Sino ai primi anni sessanta dello scorso secolo le principali piazze e vie cittadine erano adornate da queste architetture semplici e al contempo eleganti. Se a Palermo e in altre realtà dell'Isola primeggiava l'opera dell'architetto Ernesto Basile, a Gela viene ricordato Giuseppe Di Bartolo, docente di architettura presso l'Università di Torino.
La città di Terranova (Gela) tra il XVIII e i primi anni del XX secolo andò incontro ad un rinnovamento urbanistico ed architettonico che vide la sistemazione del corso principale, la ricostruzione di numerose chiese e la realizzazione di nuovi sontuosi palazzi signorili. In questo preciso disegno di miglioramento estetico della città rientra la progettazione dei prospetti dei nuovi edifici che dovevano apparire coordinati tra di loro in modo da assicurare un'architettura unitaria a tutto il centro. Elementi caratterizzanti della nuova architettura furono: timpani, archetti ribassati e cornicioni, tutti contenenti un piccolo fregio, posti nella parte superiore delle finestre a volte delineate da colonnine in stile corinzio; balconi con mensoloni in pietra tagliata nei palazzi più ricchi o in ferro battuto; lesene e cornicioni con andamento rettilineo regolare a volte ornati da festoni e altri ornamenti; portali in pietra arenaria con raffigurazioni in corrispondenza della chiave di volta e portoni in legno massiccio con anelloni decorati in ferro battuto. (Vedi Palazzi in Stile Liberty)
Gela è considerata uno dei più importanti siti storici, archeologici e culturali del Mediterraneo, essendo stata tra VI e V secolo a.C. la maggiore città-stato siceliota e la fondatrice di Akragas. Qualunque scavo nell'area per lavori pubblici spesso subisce interruzioni a causa di ruderi e reperti di ogni epoca... Leggi tutto
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