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L'isola di Salina
Formata da sei antichi vulcani, possiede in ordine il primo e terzo rilievo più alto dell'arcipelago: il monte "Fossa delle Felci", 961 m e il "Monte dei Porri", 860 m che conservano la tipica forma conica. Da questi due vulcani spenti deriva il suo antico nome greco antico Διδύμη, Didyme, (da δίδυμος, didymos, "gemello"), visibile da nord-est. L'attuale nome deriva invece da un laghetto presente nella frazione di Lingua del Comune di S. Marina di Salina, dal quale si estraeva il sale. Dagli scavi sono emersi insediamenti risalenti all'età del bronzo e in alternanza periodi di completo abbandono e altri di forte sviluppo. Ritrovamenti presso Santa Marina mostrano un notevole insediamento attorno al IV secolo a.C. Attorno al VII secolo d.C., Salina fu una delle Eolie più popolate perché i vulcani di Lipari erano in attività. Le invasioni arabe la resero deserta finché, attorno al XVII secolo tornò a popolarsi.
Le spiagge preferite dai turisti sono quella di Santa Marina, di Lingua (dove si trova un delizioso laghetto) e la spiaggia di Pollara, sovrastata da una parete semicircolare bianca (resti dell'interno di un cratere spento). Sul più alto dei due monti di Salina si trova un bellissimo bosco di felci detto Fossa delle Felci, oggi riserva naturale protetta, raggiungibile attraverso un sentiero. Nel 1980 è stato istituito il parco regionale di Salina e nel 1981 la riserva naturale dei due monti.
tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera
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