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All'interno del territorio di San Cataldo, nei pressi di Vassallaggi, vi sono testimonianzedi insediamenti umani risalenti al VI-V secolo a.C., benché l'attuale centro abitato abbia origini relativamente recenti. Il Comune fu fondato infatti dal principe Nicolò Galletti nel 1607 quando lo stesso ottenne la licenza dal Re di Sicilia Filippo III, di edificare e popolare l'antico Casale Calironi sito all'interno della Baronia di Fiumesalato, dedicandolo a San Cataldo.
Nel corso degli anni San Cataldo ha subito parecchi rimaneggiamenti dal punto di vista urbanistico, al punto che oggi appare come una città nuova, nella quale prevalgono costruzioni recenti e pochissime costruzioni possono vantare una discreta valenza storica. Ormai uniche testimonianze culturali del passato sono alcune chiese e costruzioni signorili.
Un fatto davvero curioso da notare è che in base al numero di abitati, nella storia, e anche ai giorni nostri, questa Città si è distinta per l'elevatissimo numero di sacerdoti donati alla Chiesa, cinque dei quali Arcivescovi e Vescovi e altri in stretto servizio presso la Santa Sede.
La campagna sancataldese appare ricca di testimonianze di un passato più recente, essendo infatti disseminata di vecchie strutture a volte anche imponenti, ricordo del passato minerario del Comune. In passato infatti, l'economia sancataldese, in origine prevalentemente agricola in un sistema feudale, ha vissuto tra il XIX e i primissimi inizi del XX secolo, il momento d'oro delle attività estrattive con lo sfruttamento delle più antiche solfare fino alla più recente attività estrattiva di sali potassici. Oggi l'economia è di tipo misto, strettamente collegata a quella della vicina Caltanissetta, ha visto un discreto sviluppo industriale dagli anni sessanta ad oggi, a partire dal declino delle attività agricole e il quasi totale abbandono delle attività estrattive.
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