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SANTO STEFANO DI CAMASTRA Stampa E-mail
S.S.Camastra_veduta 

Santo Stefano di Camastra
(Santu Stèfanu di Camastra in siciliano) conta 5.164 abitanti, è un comune del Parco dei Nebrodi distante 99 km da Palermo e 134 km da Messina, quasi al confine con la Provincia di Palermo. Santo Stefano produce  uva da mosto, olive, grano, agrumi, ortaggi, legname e sughero. È praticata anche la pastorizia di ovini, bovini, caprini, equini, suini, ed essendo un paese sul mare, è praticata anche la pesca ma l'attività principale è la produzione di ceramiche artistiche.




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Una città tra arte e cultura S. Stefano di Camastra, ovvero il "paese delle ceramiche". Così è meglio conosciuto in tutto il mondo questo centro attivissimo ai confini delle province di Palermo e Messina. Un paese particolare, unico nel suo genere: dovunque ci si volti, si vedono piatti, mattonelle, mosaici, tutto realizzato in coloratissima ceramica. La lavorazione raffinata, la ricercatezza dei colori, la pazienza degli artisti, fanno della ceramica stefanese un prodotto ricercato ovunque.

La tradizione è molto antica ed è legata alla presenza nel territorio di cave di ottima argilla.Un tempo si fabbricavano oggetti di uso quotidiano in creta grezza o invetriata: "bummuli" e "quartare" per l'acqua, "cannate" per il vino, giare per l'olio (si ricordi Pirandello), pentole e recipienti di varia forma e grandezza,lucerne ad olio ("lumiricchie","lumeri granni","cannili cu lu pedi"), ecc. Dalla seconda metà del'700, anche per l'apporto di ceramisti provenienti da Napoli, Palermo, Caltagirone, si è sviluppata una ricchissima produzione di mattonelle maiolicate con vari motivi ornamentali. Queste mattonelle, oltre che sui pavimenti, si trovano su pareti di chiese e palazzi, su tombe, come abbellimento di sedili e fontane, come numero civico. Si sono utilizzati colori diversi, ma in particolare il blu cobalto, il giallo di Siena, il rosso, il bruno. Contemporaneamente si sono usati smalti e vernici anche nella decorazione di vasi, piatti ecc.

Oggi le botteghe artigiane, il cui ruolo è determinante nello sviluppo del paese, vantano un ricchissimo repertorio di forme, figure e colori, che coesistono con i motivi tradizionali, facendo di Santo Stefano un punto di riferimento nell'arte della ceramica, che può benissimo essere paragonato ad altri Centri che contano scuole ben più famose. Importante per la formazione di nuovi artisti è stata ed è l'attività dell'Istituto d'Arte per la Ceramica; fondato nel 1931 come "Scuola della Ceramica" (istituita dal Consorzio Provinciale per l'Istruzione Tecnica di Messina e operante nei locali ricavati in un vecchio convento dei Cappuccini), è diventato "Scuola Regionale d'Arte" nel 1950, e in seguito "Istituto Regionale d'Arte per la Ceramica" oggi è intitolato al prof. Ciro Michele Esposito che lo diresse dal 1938 al 1982; situato in un moderno edificio, annovera raccolte di creazioni ceramiche.

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S. Stefano prende la propria denominazione dalla chiesa del monastero benedettino di S. Croce di Santo Stefano in Val Demone (santuario sorto in periodo normanno, meta di pellegrinaggi). Fino al 1682, data di una disastrosa frana, al nome di Santo Stefano si aggiunge quello "di Mistretta". L'appellativo "di Camastra" è stato assunto per onorare la memoria di Giuseppe Lanza, duca di Camastra, fautore della ricostruzione del nuovo centro. Il primo nucleo del casale si forma come aggregazione di un gruppo di vassalli e di villani che dipendono dal Monastero di S. Stefano. Per tutto il periodo in cui perdura nel suo stato giuridico di casale, è feudo ecclesiastico alle dipendenze dell'Abbazia della SS. Trinità di Mileto fino al 1454 ed alla dipendenze dell'Abbazia di S. Anastasia di Castelbuono dal 1454 al 1683. Nel 1639 viene concesso il titolo di principe di S. Stefano di Mistretta ad Antonio Napoli, colpendo in tal modo il diritto di signoria dell'abazia di S. Anastasia. Al titolo si aggiunge in particolar modo l'amministrazione dei beni del priorato di S. Anastasia, che prevede la possibilità di riscuotere le gabelle e l'acquisizione dell'esercizio dei diritti di baulia, catapania e dogana. Dal secolo XI, data della sua presunta edificazione, al XVII il casale mantiene la denominazione di Santo Stefano di Mistretta, ad indicare uno stretto legame al più importante centro di Mistretta. La denominazione perdura fino alla frana del 1682, dovuta agli ampi smottamenti di terra provocati da piogge torrenziali. Rovinato il vecchio paese, il nuovo Centro abitato sorge nel 1683 per volontà del Duca di Camastra, sotto la cui signoria si trova ad essere. Il principe Giuseppe Lanza, duca di Camastra, e la principessa donna Maria Gomez de Silvera chiedono al re la licentia aedificandi, che viene concessa il 30 marzo del 1683, dando vita ad un nuovo abitato dal caratteristico impianto urbanistico geometrico. Il disegno urbanistico fu dato dall'ingegnere militare Carlos de Grunenbergh, collaboratore del duca di Camastra e progettista di numerose fortificazioni in Sicilia. De Grunenbergh utilizzò uno schema che si presenta come un quadrato con inserito un rombo e ricalca quello utilizzato qiualche decennio prima nella cittadina francese di Henrichemont. Don Giuseppe Lanza da questo momento può fregiarsi anche del titolo di principe della Terra e Stato di S. Stefano di Mistretta. Il Centro assume ufficialmente la denominazione di S. Stefano di Camastra a partire dal 1812, anno in cui in Sicilia viene promulgata la Costituzione e che segna l'inizio della storia dell'attuale comune.



tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera

http://it.wikipedia.org/





FOTO SANTO STEFANO DI CAMASTRA

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