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Sciacca Stampa E-mail

 

 

Sciacca è un comune italiano di 40.926 abitanti[1] della provincia di Agrigento in Sicilia.È una città di mare, turistica e termale. Ricca di monumenti e chiese, è nota fra l'altro per il suo storico carnevale.
La cittadina di Sciacca si trova sulla costa del Canale di Sicilia tra le foci del fiume Platani e Belice, a circa 65 metri sul livello del mare: ad est s’innalza il monte San Calogero alto 386 metri, alle cui falde scaturiscono, per un percorso di circa sei chilometri, le famose acque termali.
È situata a forma di anfiteatro sul mare a mezzogiorno della Sicilia, di fronte all'isola di Pantelleria e Tunisi, a metà strada tra le rovine di Selinunte, Eraclea Minoa, ed Agrigento.
A circa 26 miglia marine dalla costa di Sciacca, a pochi metri dalla superficie del mare sul cosiddetto banco di Graham sorge un vulcano attivo che nel 1831 eruttò formando una piccola isola che venne chiamata Isola Ferdinandea. Il primo ad approdare sull'isola dopo alcuni primi tentativi falliti fu l'ammiraglio britannico James Graham che riuscì a piantarci sopra la bandiera britannica. Dopo qualche giorno una delegazione di cartografi francesi riuscì ad approdare e tracciare alcune piantine dell'isola. Questa delegazione battezzò l'isola con il nome di Julia. Dopo alcune settimane un'altra delegazione di geologi e cartografi borbonici riuscì a mettere piede sull'isola e tracciare altre piantine e battezzarono l'isola con il nome di Ferdinandea in onore al re delle Due Sicilie Ferdinando di Borbone. Le tre nazioni stavano ancora litigando per il possesso dell'isola, peraltro situata in mezzo al canale di Sicilia e quindi in una posizione estremamente strategica, che essa lasciò tutti di stucco inabissandosi tra flutti e vapori cinque mesi dopo.
Le originiLe origini di Sciacca sono antichissime, probabilmente al tempo dei Sicani. Nel VII a.C., secondo Tucidide, gli abitanti di Selinunte avevano costruito, come confine del loro territorio, un castello che prese il nome di Terme Selinuntine.

Le prime testimonianze che il territorio di Sciacca fosse abitato nella preistoria sono convalidate dai reperti di scheletri umani e da alcuni massi intagliati, che probabilmente servivano per sedersi o dormire. Alcuni segni grafici, meglio visibili nel periodo in cui visse il Fazello, si sono quasi cancellati, ma recenti studi ne hanno confermato l'esistenza.

Questi importantissimi segnali di civiltà remota si sono trovati nella Grotta Stufa, sulla vetta del Monte Cronio, odierno monte san Calogero. Sembra certo, pertanto, che sin dai tempi più antichi, l'uomo abbia trovato in questo monte il sollievo che scaturiva dalle sue sorgenti.

Secondo la leggenda, i Bagni a vapore (le cosiddette stufe di San Calogero) sul Monte Cronio sarebbero stati impiantati da Dedalo circa mille anni prima dell'era cristiana. Costui, fuggito da Creta per paura che Minosse lo trucidasse, giunse in Sicilia dove venne accolto da Cocalo, re sicano che viveva nella città di Inico. Grato per l'ospitalità ricevuta, Dedalo costruì per il re il Castello di Camico su una cima di difficile accesso, nel quale il sovrano custodì i suoi tesori. Minosse, venuto a conoscenza del nascondiglio di Dedalo, raggiunse la Sicilia, in territorio agrigentino, presso la città che dallo stesso prese il nome di Minoa. Subito dopo, inviò dei messi a Cocalo affinché gli consegnassero il fuggiasco. Cocalo accettò la proposta e invitò Minosse al suo castello, ma mentre questi fece il bagno, lo fece soffocare dalle sue figlie, restituendo il cadavere al suo popolo e giustificando la morte del re come se fosse stata causata dall'essere scivolato nell'acqua calda.

Le ceramiche ritrovate nelle grotte del Monte Cronio, risalenti al periodo di transizione fra l'età della pietra e quella del bronzo, fanno ritenere che la città di Cocalo fosse posta in questo sito. Secondo accreditati storici, la spedizione militare in Sicilia di Minosse, conclusasi con la sua uccisione, trova la sua spiegazione nel tentativo del re cretese di conquistare quella città, così ricca di acque termali, luogo di culto sacro a Cocalo, supremo sacerdote del dio delle acque. Poche sono le notizie storiche certe. I Saccensi – così vengono chiamati gli abitanti di Sciacca – ritengono che l'antica città fosse ubicata nella valle formata dal Monte Nadore e dal Monte San Calogero, a circa sei chilometri dall'odierna cittadina. In questo posto sono venuti alla luce avanzi di fondamenta di grandi dimensioni. Ciò confermerebbe l'esistenza dell'antica città abitata da popolazioni sicane. Le iscrizioni fenicie, invece, confermerebbero il passaggio dei Fenici.

Facendo parte del territorio di Selinunte, Terme Selinuntine subì le stesse vicende storiche. Con la sua caduta nel 409 a.C. in mano cartaginese, Terme Selinuntine accolse parte della popolazione scampata alle distruzioni della città, e fu anche teatro di due importantissime battaglie durante la dominazione greco-punica. La prima battaglia, avvenuta nel 383 a.C., è stata quella della Cabala in cui Dionisio di Siracusa ebbe la meglio sui Cartaginesi. Secondo la ricostruzione di alcuni storici venne ucciso il duce Magone (tesi non condivisa dalle fonti ufficiali, secondo le quali Magone perì durante il viaggiò di ritorno in Africa) il quale fu sepolto nell'attuale contrada che porta il suo nome col titolo di Baronia. Esistono delle pietre a forma di cono che gli stessi storici hanno indicato come monumento funebre eretto dai Cartaginesi per ricordare il loro capo.
Info Wikipedia

 
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